Marche - Ancona - Costruire un nuovo modello di sanità

Mobilità ospedaliera, tempi di attesa per gli esami diagnostici, necessità di rafforzare la medicina territoriale e le cure domiciliari, frammentarietà dei percorsi assistenziali nell’ambito dei sistema sanitario e sociale, la rete delle emergenze da potenziare,  la forte disomogeneità nella erogazione dei servizi sul territorio regionale, a partire dalle strutture residenziali e semi residenziali, in particolare per gli anziani. Sono questi, secondo Cittadinanza Attiva, Cna Pensionati e l’associazione “Amici del Geriatrico Inrca,” i punti deboli del sistema sanitario regionale.

Se ne è discusso ad Ancona, in un seminario al quale ha partecipato la segretaria nazionale Cna Pensionati Beatrice Tragni secondo la quale “serve una maggiore integrazione tra le politiche sociali e sanitarie. In particolare per l’anziano malato cronico serve una reale presa in carico del sistema con un unico punto di accesso che coordini le prestazioni di assistenza sociale, distrettuale, ospedaliera e domiciliare. La nostra, - ha sostenuto Tragni – è una società che dovrà fare i conti con una popolazione sempre più anziana. Già oggi gli ultrasessantacinquenni sono il 22 per cento in Italia e saliranno al 26 per cento tra quindici anni. Se si vogliono contenere le spese sanitarie occorre agire sulla prevenzione, attraverso un percorso di invecchiamento ‘attivo’ che preveda stili di vita sani, socialità, servizi socio-assistenziali e sanitari pubblici adeguati altrimenti gli anziani, in crescente difficoltà economica, sempre più spesso rinunciano a curarsi, non potendosi permettere la spesa per medicine e visite mediche”. 

Riflessioni particolarmente importanti per una regione come le Marche, che è la più anziana d’Italia, con 369 mila over 65 pari al 24,6 per cento degli abitanti. 

“Nella nostra regione” ha affermato il presidente di  Cna Pensionati Marche Ilario Persiani “i malati cronici sono il 38 per cento, in maggioranza anziani e quelli con due o più malattie croniche sono il 19 per cento. Numeri importanti perché i malati cronici assorbono il 70 per cento delle risorse sanitarie della nostra regione. Per dare risposte più efficaci servirebbero più posti letto di lungodegenza e di accoglienza nelle strutture residenziali e semiresidenziali delle Marche. Attualmente sono poco meno di 15 mila. Non bastano. Va anche migliorata la rete di assistenza domiciliare, oggi con un tasso di assistenza di poco superiore al 3 per cento contro una media nazionale del 4,3 per cento”.

Destinare  più risorse per la medicina sul territorio,  potenziare e qualificare l’assistenza domiciliare, sono anche le richieste avanzate dal Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli e dal presidente Associazione Amici del Geriatrico Inrca Aldo Tesei, il quale ha ribadito che “l’esigenza di mettere mano al Piano sanitario regionale, scaduto nel 2014, rappresenta una grande opportunità per costruire un nuovo modello di sanità con le eccellenze per ridurre i costi della mobilità passiva, valorizzando i medici di famiglia e potenziando i servizi sul territorio, specialmente nelle aree interne della regione”

Le liste d’attesa troppo lunghe e la gestione delle emergenze sono le criticità che ha evidenziato il segretario regionale di Cittadinanza Attiva, Monia Mancini secondo la quale “la sanità  marchigiana negli ultimi anni ha registrato chiusure dei piccoli ospedali e dei piccoli reparti a cui però non si è accompagnata la contestuale riconversione e l'offerta di servizi sanitari adeguati alle esigenze di quei territori”.

Medicina, d’iniziativa, telemedicina, case della salute per i malati cronici, maggior coinvolgimento dei medici di famiglia, appropriatezza e integrazione dei servizi per ridurre gli sprechi. E’ questo il futuro della sanità marchigiana disegnato da Isabella Mastrobuono, docente dell’Università “Luiss” e dalla tavola rotonda alla quale hanno partecipato Tonino Aceti coordinatore nazionale di Cittadinanza Attiva, Michele Caporossi direttore Ospedali Riuniti di Ancona, Francesco Di Stanislao direttore Ars Marche, Gianni Genga direttore Inrca e  Italo Paolini medico di famiglia di Arquata del Tronto.

Negli anni passati, questa la conclusione a cui è giunto il seminario, la cultura dell’austerità ha creato nella sanità marchigiana un costo della mobilità passiva pesante e si sono perse delle eccellenze. I servizi sono distribuiti in maniera irrazionale creando disagi e ritardi nel provvedere alle necessità dei cittadini. Ora è giunto il tempo di progettare e riprogrammare una sanità più efficiente e in linea con i nuovi modelli sociali. Cna Pensionati, Cittadinanza Attiva e Amici dell’Inrca elaboreranno e presenteranno proposte in tal senso alle istituzioni regionali.

 

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