Marche Ancona

IL RUOLO DELL’INRCA PER L’ASSISTENZA ALL’ANZIANO FRAGILE 

Il ruolo dell’Inrca all’interno dei Piani sociosanitari regionali è stato al centro di recente un convegno ad Ancona. L’iniziativa si è tenuta nella sala dell’ex consiglio comunale largo XXIV Maggio 1. Sono intervenuti il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli  e l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera. I lavori sono stati conclusi dal presidente nazionale Cna Pensionati Giovanni Giungi.

“Quello dell’assistenza all’anziano fragile - ha detto Giungi -  è un compito fondamentale in una società dove gli over 65 sono sempre più numerosi ed hanno ormai raggiunto il 23 per cento della popolazione mentre 13 su 100 hanno più di 75 anni e cresce tra loro la percentuale di chi convive con una o più malattie croniche”.

Nelle Marche gli anziani non autosufficienti sono più di 60 mila. Di questi 7 mila vengono seguiti all’interno di strutture sociosanitarie e 12 mila usufruiscono dell’Adi (Assistenza domiciliare integrata). Sono 20 mila quelli che ricorrono alle badanti e altri 21 mila sono assistiti dai familiari. 

L’Inrca  è un punto di riferimento per tutti coloro che hanno in carico persone anziane a casa, in ospedale, in strutture residenziali e in centri diurni, ma anche per la prevenzione e la promozione dell’invecchiamento attivo.  L’Inrca coordina inoltre dodici istituti di ricerca italiani aderenti alla rete di ricerca sull’invecchiamento di recente costituzione da parte del Ministero della Salute. 

Un fiore all’occhiello dell’Inrca è l’attività di ricerca nei settori della biogerontologia, dell’invecchiamento e delle patologie correlate, della prevenzione e del trattamento delle fragilità. Per condurre l’attività di ricerca, l’Inrca collabora con oltre 140 centri in Europa, oltre 50 in Italia e diversi istituti di ricerca di altri continenti (di cui tre centri in Australia, Cina e Stati Uniti).

Nel corso del convegno è stato ricordato Aurelio Paolinelli, fondatore e promotore dell’Inrca, in occasione del 40 esimo anniversario dell’entrata in vigore del Servizio Sanitario Nazionale.  Si sono inoltre affrontate le problematiche relative alle difformità territoriali nelle prestazioni sanitarie tra le diverse regioni e della necessità di riformare il Servizio Sanitario, per garantire una salute uguale per tutti.

“Accordi recenti - ha ricordato Ceriscioli - sono stati sottoscritti con la Regione Lombardia per il trattamento delle patologie e la riabilitazione pneumologia nella sede Inrca di Merate e con la Regione Calabria, evitando la chiusura della sede Inrca di Cosenza. L’Inrca partecipa al progetto  ‘Aree Interne’ insieme ai Comuni individuati dalla Regione per potenziare la telemedicina e l’assistenza domiciliare. L’obiettivo è quello di avere sempre meno ospedali ma sempre più qualificati per trattare la fase acuta e sempre più servizi di prossimità sul territorio per la post acuzia e per i malati cronici”.

Un modello sanitario, quello disegnato da Ceriscioli, condiviso dall’Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, secondo il quale “occorre potenziare l’assistenza per cronici e post acuzie perché adesso il 90 per cento dei malati che escono da un ospedale per acuti non è preso in carico da nessuno e solo il 5 per cento va in carico nelle post  acuzie e il restante 5 per cento va in casa di riposo. In Lombardia c’è un 30 per cento di malati cronici che assorbe il 70 per cento delle risorse” . 

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