Reddito di cittadinanza - Il nostro viaggio nello stivale

Tanti interrogativi e attesa delle circolari applicative per pensione e reddito di cittadinanza.  Le domande per quota 100 arrivano, ma i lavoratori autonomi sono pochi

Per i lavoratori del lavoro autonomo non è la terra promessa. Non che la pensione debba essere considerata tale. Tuttavia un meritato riposo dopo anni di duro lavoro in officina o in bottega, magari iniziato in giovanissima età, resta sempre un piacevole pensiero. L’arrivo della famosa quota 100, infatti, fra artigiani e piccoli imprenditori,  a scorrere i numeri dell’Inps (vedi tabella) e a sentire i direttori di Patronato sul territorio italiano è stata accolta in maniera piuttosto tiepida. La ragione? Un mix. Attaccamento al lavoro, soprattutto se si tratta di impresa familiare, motivi burocratici  e il previsto divieto di cumulo fra pensione e reddito da lavoro che disincentiva tutti coloro che avrebbero voluto tenersi anche un piccolo part-time. E non basta. Le domande, anche quelle provenienti dal lavoro dipendente, per di più arrivano da persone che non saranno sostituite. Quindi niente effetto moltiplicativo sull’occupazione. La musica cambia da Nord a Sud non tanto per quota 100 ma per i tanto attesi primi attori della legge di Bilancio 2019: Reddito e pensione di cittadinanza, non senza sorprese. Ed è questo il viaggio che noi di Verdetà abbiamo fatto per voi, balzando fra città e città dello stivale e ascoltando la voce dei direttori del Patronato Epasa Itaco cittadini e imprese.

Sicilia. Siracusa, la paura di essere costretti a emigrare

“Signora ma se io potessi lasciare la mia famiglia e andare ad Udine a lavorare non l’avrei già fatto?
Tolte le spese per campare io alla mia famiglia cosa riesco a mandare? Tanto vale rimanere qui e cercare di mettere sul tavolo un piatto di pasta”. Forse sarà un caso. Ma al Patronato di Siracusa gli operatori di Patronato si sono sentiti rispondere così dopo aver spiegato i requisiti da rispettare e gli obblighi da adempiere per ottenere il reddito di cittadinanza. “Le domande che ci vengono rivolte - racconta Susy Griso Direttore del Patronato Epasa-Itaco di Siracusa - vanno dalla differenza tra il reddito per il nucleo e quello per il singolo componente, dalla compatibilità con altre forme di sostegno al reddito (carta rei,  naspi e così via), al patto di servizio stesso che genera incertezza a causa delle obbligatorietà dello spostamento (dai 100 km ai 250 dopo un anno). E poi dubbi sono sorti sulle difficoltà nel caso di nucleo monogenitoriale a gestire gli impegni familiari,  fino al giovane che abita da solo ma continua a risiedere formalmente con i genitori, dei quali è fiscalmente a carico per cui con l’Isee non rientra nel RDC”. Su quota 100, invece, la risposta da parte dei lavoratori dipendenti sembra essere positiva soprattutto per quelli la cui azienda si trovava in condizioni  critiche, ad esempio, oppure quelli già in Naspi o in mobilità che trovano una finestra di salvezza, o che versano in  condizioni critiche di salute. In quasi tutti casi scelgono quota 100 coloro il cui assegno si riduce poco perché erano vicini al traguardo della pensione. “I lavoratori autonomi che aderiscono - conclude la Griso - sono invece davvero pochi”.

Campania. Salerno, requisiti questi sconosciuti

La Campania è una delle regioni che attendeva con più ansia i nuovi provvedimenti del governo. Camilla Palummo, Direttore del Patronato Epasa-Itaco di Salerno, racconta le tante consulenze fatte per reddito e pensione di cittadinanza ma anche lo stupore dei cittadini per i tanti requisiti necessari. “Molti dopo averli appresi si guardano in faccia  e sembrano stupiti - dice - quello che rileviamo è una sostanziale confusione e il pensiero generale che tutto fosse più facile. Dopo aver spiegato come funziona la norma più di uno scuote la testa deluso”. In attesa della circolare applicativa e l'operatività delle domande (prevista per il 6 marzo n.d.r)  nessuno capisce bene dove si possano generare tre offerte di lavoro cadauno se attualmente il lavoro sembra non esserci. “Inoltre, ad oggi (fine febbraio n.d.r), anche se non è ancora possibile fare la domanda – aggiunge - a molti è stato fatto credere che il semplice rilascio dell’Isee sia già sufficiente: non è così”. “Per quota 100 - conclude - il flusso delle domande va avanti ma non impetuoso, con grande affluenza di lavoratori dipendenti e insegnanti. Anche da noi pochi, se non pochissimi, autonomi”.

Emilia Romagna. Ravenna, quota 100 e piccole imprese un connubio difficile

Ravenna, un’antenna per quota 100 che si alza nel centro -nord più produttivo dove pullulano le piccole imprese e il reddito di cittadinanza,  anche culturalmente, non è certo un’ambizione. Qui, infatti, l'attenzione del patronato si concentra su quota 100. “In realtà le domande provenienti dal nostro mondo, il lavoro autonomo, sono davvero basse - spiega Pietrangeli Martini - anche se l'interesse c'era. Noi abbiamo fatto una piccola operazione di marketing andando a contattare sia coloro che erano già passati per i nostri uffici e in possesso dei requisiti, sia  gli associati della Cna con più di 62 anni”. Risultato?  Poche adesioni. “Alcuni hanno posizioni societarie in srl o anche amministrative per cui il divieto di cumulo previsto dalla legge rende complicata l'adesione alla quota 100 se non con modifiche societarie - aggiunge - inoltre per cultura il piccolo imprenditore o l'artigiano non vuole smettere di lavorare perché sente la sua azienda come la propria vita”. Interesse generico, invece, per i potenzialmente interessati alla pensione di cittadinanza. “Ma qui c'è tanta confusione nella testa delle persone - conclude - speriamo che al momento della piena operatività della norma si capisca che non si tratta di un aumento automatico ma occorre fare domanda e controllare i corretti requisiti andando ai Caf”.

Toscana. Arezzo, fermento per quota 100 ma nessun boom

Nella produttiva Toscana l’interesse per quota 100 è molto vivo. I potenziali pensionati over 62 anni con 38 anni di contributi sono arrivati numerosi. Ma per gli autonomi la barriera del divieto di cumulo fra pensione e redditi da lavoro si è rivelato quasi insormontabile. “Spesso questo requisito era sfuggito da chi pensava di usufruire della nuova norma – spiega Alessio Crocini Direttore del  Patronato Epasa- Itaco di Arezzo – quindi qui si apprende che casomai occorrerebbe cedere l’azienda ai figli, oppure se si possiede una s.r.l. effettuare una modifica societaria, insomma non è facile. Per il piccolo imprenditore, l’artigiano,  il proprio lavoro è spesso la vita stessa. Quindi si pensa a ridurlo ma non a smettere totalmente a 62 anni”.  Insomma, secondo Crocini, fermento c’è, ma nessun boom. Per il reddito e la pensione di cittadinanza, invece, si chiedono informazioni. Sulla poca praticabilità di fare furbate come la separazione fra coniugi per far scendere i limiti reddituali il messaggio è stato recepito. “Consigliamo intanto di fare l’Isee e aspettiamo il 6 marzo per le domande” – conclude.    

BRINDISI, REDDITO DI CITTADINANZA? NO GRAZIE PREFERISCO IL REI 

Sporchi maledetti e subito. E soprattutto senza tanti problemi. Sono così i soldi del sussidio alla povertà che vogliono molti dei cittadini di passaggio presso il Patronato Itaco- Epasa e il Caf  di Brindisi. E quindi sì al Rei, il reddito di inclusione nato e pensato per dare un aiuto alle famiglie in gravi difficoltà economiche, no al nuovo reddito di cittadinanza che presuppone anche politiche di attive di lavoro. E’ più di una sensazione, questa, raccontata da Raffaella Quartulli Direttore del Patronato Epasa-Itaco cittadini e imprese di Brindisi. “Molti persone venute a chiedere informazioni- dice - alla notizia che oltre ai requisiti reddituali, patrimoniali per tutto il nucleo familiare esista anche un vincolo all’erogazione del sussidio legato all’impegno formativo, al lavoro volontario settimanale e soprattutto all’obbligo di spostarsi in caso di offerta di lavoro dopo 6 mesi o un anno, ci chiedono di fare o confermare il Rei”. “Abbiamo molto movimento e tante richieste di informazione – aggiunge – ma rileviamo pure una grande confusione sugli strumenti che la legge mette a disposizione, come il reddito di cittadinanza. Non solo. Tantissimi credono che la pensione di cittadinanza sia un mero aumento delle pensioni minime per tutti, mentre, come noto, servono gli stessi requisiti del reddito di cittadinanza e soprattutto una domanda da inoltrare tramite Caf, ma a partire dal 6 marzo. Sulle domande di quota 100, già operative da gennaio, invece, tutto secondo copione. Arrivano soprattutto dai lavoratori dipendenti che non sottilizzano sul gap in negativo fra pensione e stipendio, ad essere fortemente interessati sono i lavoratori pubblici (che potranno andare in pensione da agosto) e gli insegnanti in particolare. Pochi i lavoratori autonomi.  Una curiosità che descrive bene l’incertezza dei tempi? “Molti non si fidano – conclude la Quartulli – nonostante la domanda inoltrata all’Inps credono che se in caso di crisi e caduta del governo tutto potrebbe andare a monte, legge o non legge vigente”. 

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