Pensione, Reddito di cittadinanza e altre misure previdenziali. Un primo bilancio del “Decretone”

Il Decreto-Legge n. 4/2019, in gergo giornalistico “Decretone”, è stato convertito in Legge (Legge n. 26/2019). Si tratta, come è noto, dell’intervento del Governo che ha introdotto, tra le altre, misure assistenziali e previdenziali di una certa rilevanza. Basti citare la Pensione e il Reddito di cittadinanza, “Quota 100” e opzione donna, il riscatto agevolato dei periodi di studio e quello dei periodi non coperti da contribuzione (c.d. “pace contributiva”).

Come è evidente, le misure che hanno avuto più vasta eco mediatica sono state Pensione/Reddito di cittadinanza e Pensione “Quota 100”. I motivi per i quali tali misure sono state al centro del dibattito sono molteplici. In primo luogo, per la discontinuità che esse rappresentano rispetto alle politiche sociali più recenti, le quali hanno cercato di contemperare con maggior rigore la dicotomia “protezione sociale/equilibrio di bilancio”.

In secondo luogo, per il diffuso scetticismo dei maggiori osservatori, italiani ed esteri, circa la capacità di queste misure nell’ottenere i risultati attesi dal Governo (incremento dell’occupazione, soprattutto giovanile, e rilancio della domanda interna e quindi della nostra economia).

Né può sottacersi sulle motivazioni legate al consenso in termini elettorali, perché i temi pensionistici e assistenziali sono, da sempre, temi “socialmente rilevanti”, fisiologicamente capaci di attirare l’attenzione dei potenziali beneficiari di quelle misure.

È ancora prematura, al momento in cui si scrive, una valutazione in termini di impatto reale di queste misure sulle dinamiche economiche e del nostro mercato del lavoro. Tuttavia, i dati disponibili possono essere invece utili per una prima valutazione relativa all’accoglimento, da parte dei potenziali beneficiari, delle misure contenute nel “Decretone”, con particolare riferimento a Reddito/Pensione di cittadinanza e Pensione “Quota 100”.

In merito a “Quota 100”, i dati più aggiornati (Fonte INPS) dicono che sono state presentate 119.978 domande. Di queste, residuali appaiono le domande inviate da artigiani (10.440), commercianti (10.052) e autonomi agricoli – CD/CM - (2.422), rispetto ai lavoratori dipendenti del settore privato (42.999) e del settore pubblico (40.221).

Sullo squilibrio, in negativo, delle domande provenienti dal mondo produttivo degli autonomi, hanno certamente influito le incertezze applicative relative alla incumulabilità tra reddito da lavoro e pensione “Quota 100”. Resta tuttavia il dato che vede, a differenza di quanto preventivato, un coinvolgimento marginale degli autonomi rispetto ai lavoratori dipendenti.

Meno sorprendente appare invece il dato che attesta 110.663 domande (oltre il 92%) inviate per il tramite degli istituti di Patronato, a fronte di 9.315 domande inviate dal cittadino. Il dato conferma la estrema fiducia dei cittadini nei confronti di questi enti, i quali, peraltro, non si sono limitati all’invio delle istanze, ma hanno anche fornito la necessaria consulenza ai cittadini in termini di interpretazione della nuova normativa per il pensionamento.

Diversi appaiono invece i dati relativi al Reddito e Pensione di cittadinanza. Al momento in cui si scrive risultano inviate 806.878 domande complessive, delle quali il 13,1% relative a Pensione di cittadinanza e l’86,9% relative al Reddito.

Il dato risente, ovviamente, della minore consistenza dei potenziali interessati alla Pensione di cittadinanza, rivolta ai nuclei familiari composti esclusivamente da persone con almeno 67 anni di età.

È interessante notare, sul tema, come le regioni dalle quali è stato presentato il maggior numero di domande siano la Campania (137.206 domande, pari al 17% complessivo) e la Sicilia (128.809 domande, pari a quasi il 16% complessivo), seguite da Lazio (9,1%), Puglia (8,86%) e Lombardia (8,84%).

La formulazione originaria del Decreto-Legge che ha introdotto Reddito e Pensione di cittadinanza, aveva previsto che le relative istanze potessero essere presentate recandosi esclusivamente presso i CAF oppure Poste italiane. Anche in questo caso, i cittadini hanno accordato notevole fiducia agli enti di derivazione di confederazioni di rappresentanza, tanto che le domande presentate tramite i CAF risultano pari al 72,4% del totale, rispetto al restante 27,6% di domande presentate presso Poste italiane.

In fase di conversione in legge del Decreto, peraltro, il legislatore ha previsto, a questo proposito, che le domande in oggetto potranno essere presentate anche per il tramite degli enti di patronato, ad ulteriore testimonianza della importanza e fiducia riposta in questi enti. Il lettore interessato potrà pertanto inviare la propria domanda di Pensione o reddito di cittadinanza non solo dal CAF CNA, ma anche attraverso il Patronato EPASA-ITACO Cittadini e Imprese.

di Antonio Licchetta

Responsabile Area Normativa

Patronato Epasa-Itaco

copertina verdeta71

banner essere cna

banner unipol

>>> INGRANDISCI <<<

Agenzia Dire, Giungi “Gli anziani possono dare ancora un grande contributo alla comunità

Agenzia Dire, D'Andrea Pensionati ex artigiani a disposizione della comunità”

Agenzia Dire, Decaro ANCI “Nonni per la città” preziosi per trasmissione saperi ai più giovani

Festa Nazionale CNA Pensionati - Sergio Silvestrini Segretario Generale CNA

Festa Nazionale CNA Pensionati - Daniele Vaccarino Presidente Nazionale CNA

Festa Nazionale CNA Pensionati - Vinciano Luca Caricato

Spot radiofonici

BannerTIM

Sergio Silvestrini: "Problema sicurezza percepito drammaticamente soprattutto dagli anziani"

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi sapere di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca il pulsante "Cookie e Privacy". Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.