Disintossicazione e rigenerazione - I benefici del digiuno

Dicembre-gennaio, finisce un anno ne inizia un altro; periodo quindi di bilanci e di nuovi propositi.

Finisce un ciclo, ne inizia un altro.

Ma dicembre-gennaio è anche periodo di festività, di tradizioni in famiglia. Periodo di pandoro, panettone, torrone, frutta secca e tombola con parenti e amici.

Per questo, quando mi è arrivata l'email con scritto che il nuovo articolo doveva parlare di “benefici del digiuno” ho pensato che il Natale non fosse il periodo adatto per parlarvi di questo. Dato che io ho sempre scritto di convivialità a tavola, di 5 pasti quotidiani (colazione, pranzo, cena e due spuntini) forse ero la persona meno indicata per parlarvi di digiuno.

Al giorno d'oggi però c'è un gran fermento, grazie anche alla dieta della longevità di Valter Longo, sull'argomento e quindi; quale periodo migliore di un momento di chiusura di un ciclo e inizio di un altro per rinnovare anche il nostro organismo?

E quale periodo migliore di quello che segue le feste per disintossicarsi di tutte le calorie in più che abbiamo assunto durante i pranzi di Natale e cenoni di fine anno?

Il digiuno o la riduzione calorica c'è sempre stato nella storia e nelle religioni, nelle economie agricole di altri tempi. Il digiuno è sempre stato inteso come “strumento funzionale” per le proteste politiche o “atto di purificazione” per le varie religioni o come “fattore inevitabile” nelle economie più povere o come “atteggiamento patologico” nell'anoressia. 

Per i medici e i nutrizionisti, invece, il digiuno, fino a qualche anno fa, non era indicato.

Nuovi studi, però, dell'Intermountain Medical Center Heart Institute presentata dall'American College of Cardiology hanno messo in luce dei benefici per la salute.

Noi della Cna abbiamo già sentito parlare di benefici del digiuno dal Professor Ettore Bergamini, Ordinario di Patologia Generale all'Università di Pisa.

Infatti, con dati scientifici alla mano, ci aveva illustrato come, grazie a una riduzione calorica, si potesse trarre profondi benefici per le patologie cardiache e non solo. Questo perché una riduzione calorica o un digiuno attivano un particolare meccanismo l'Autofagia.

“L'autofagia cellulare o autofagocitosi è un meccanismo cellulare di rimozione selettiva di componenti citoplasmatici danneggiati.

L'autofagia permette la degradazione e il riciclo dei componenti cellulari: vengono così rimossi i componenti cellulari danneggiati, è una sorta di pulizia del nostro organismo.

Questa pulizia però deve essere fatta inizialmente sotto controllo e seguita da un medico o da un nutrizionista o da un dietista perché ognuno di noi è diverso e le reazioni possono cambiare molto da persona a persona. Generalmente i primi giorni di digiuno sono caratterizzati da cefalee dovute all'ipoglicemia, stipsi o diarrea, sfoghi sulla pelle e altri sintomi che segnalano l'effettiva disintossicazione dell'organismo. Queste reazioni possono durare due o tre giorni lasciando poi, nei giorni seguenti, una maggior energia. Tali segnali però cambiano da persona a persona ed è per questo che è consigliato affrontare una riduzione calorica, o un digiuno, seguiti da professionisti e non affidarsi a indicazioni lette sui libri.

Anche relativamente alla durata dei digiuni, alla periodicità e alla più o meno drastica riduzione calorica da affrontare è consigliabile rivolgersi a un professionista per trovare uno stile di digiuno che sia consono ai nostri usi e costumi e condizioni di salute.

Perché da Veronesi, a Valter Longo, alla Kousmine a Gerson ognuno suggerisce digiuni terapeutici da realizzare con modalità differenti.

“In ogni caso - come afferma Veronesi - un aspetto fondamentale per la salute e la longevità è mangiare poco anzi pochissimo”

Perché il nostro corpo impiega moltissima energia per assimilare, digerire e smaltire scorie acquisite con l'alimentazione e il continuo mangiare fa si che i nostri organi non si riposino mai e non abbiano mai modo di depurarsi.

Con una pausa o riducendo le porzioni si può consentire al nostro organismo di ”riposarsi” e di avere così più energie per affrontare le malattie dell'invecchiamento.

Gran parte delle patologie di oggi sono frutto di un iperalimentazione o si potrebbero curare con una scelta migliore a tavola.

Bisogna scegliere, quindi, la qualità di quel che mangiamo e la quantità per avere una vita longeva e in salute.

 

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