Farmaci e integratori vegetali

Le droghe di sintesi, nome dato ai farmaci realizzati con l'ausilio della chimica, sono efficaci e in molti casi indispensabili. In un primo tempo hanno riscosso un grande successo. I risultati erano al di sopra di ogni ottimismo più sfrenato. Ben presto, però, ci si è resi conto che hanno un impatto troppo violento. Curano in modo rapido e incisivo, ma c'è il rovescio della medaglia. Il rischio di effetti indesiderati. Da una parte aggrediscono una malattia e contribuiscono a tenerla sotto controllo, nella migliore delle ipotesi la annientano. Ma tutto ciò ha un prezzo. Possono rompere degli equilibri nel nostro corpo, indebolire un altro organo. Banalizzando si comportano come la classica coperta corta. Se copriamo i piedi restano scoperte le spalle, al contrario saranno le estremità a soffrire il freddo. Tutto ciò è ancora più vero se si parla degli antibiotici. A volte inevitabili, ma in alcune circostanze se ne può fare a meno. Un gran numero di batteri sono divenuti oramai resistenti agli antibiotici che quando sono chiamati in causa eliminano la nostra flora batterica e non si limitano a distruggere i germi dannosi.

Si deve riconoscere che il nostro organismo sopporta meglio l'uso di vegetali che garantiscono un'azione più completa e equilibrata rispetto alle sostanze ottenute in modo sintetico.

Naturale e innocuo non sono sinonimi

Le piante sono esseri viventi, capricciose a modo loro. Da sempre l'uomo e il mondo vegetale sono legati in modo indissolubile. A ogni pianta è stato attribuito un carattere, una personalità, una vita interiore. Unendo realtà e illusione, uso pratico e fantasia. Tuttavia millenni di conoscenza reciproca ci hanno reso saggi. “Naturale” non vuol dire benefico o inoffensivo. Chi usa integratori vegetali deve sapere che una pianta nota per l'effetto rilassante può in alcuni casi rendere nervosi. Un toccasana per qualcuno può essere inutile o addirittura dannoso per un altro. Lo sapevano bene gli antichi che conoscevano le piante in modo empirico, concreto e questo li faceva agire in modo corretto, consapevoli che curano se usate nelle giuste quantità e proporzioni. In molti casi studi scientifici hanno confermato le intuizioni dei nostri antenati. Ad esempio l'iperico era ritenuto capace di allontanare demoni, fantasmi, spiriti maligni e ogni essere malvagio in grado di impossessarsi della nostra volontà. Oggi sappiamo che i “demoni” non sono altro che stati d'animo, spettri generati da noi stessi, come depressione, ansia, crampi di origine nervosa.

Il tutto è più della somma delle parti

Nella seconda metà dell' 800 le scoperte in campo chimico hanno permesso di separare, scindere, le sostanze alla base degli effetti curativi di molti vegetali.

Da allora l'uso delle piante medicinali si è ridimensionato. Si è continuato a servirsene, ma in un primo tempo impiegando solo le parti più utili, chiamate principi attivi. Presto ci si è accorti che in molte circostanze l'effetto non era quello sperato. A volte si verificava perfino una certa dose di tossicità. Si è capito che i benefici delle piante “depurate” delle parti considerate superflue sono minori di quelle dell'intero vegetale. Questo avviene perché la pianta è un insieme dove i principi attivi vengono in contatto con molecole che si perdono durante le operazioni di estrazione delle parti utili. É la classica situazione in cui il tutto è più della somma delle parti. Alcune volte i principi attivi si trovano solo in alcuni organi come fiori, foglie, semi, gambo, radici. Altre in tutta la pianta.

Spesso si sente dire che per risolvere un piccolo disturbo le piante medicinali sono troppo lente. In molti casi non è vero. Per esempio è possibile curare la tosse con uno sciroppo ricavato dal ravanello nero in un paio di giorni.

Evitare di fare da soli

Siamo tutti fatti allo stesso modo ma al contempo siamo diversi. Ogni individuo è come un piccolo pianeta e solo avendo un quadro generale della sua salute è possibile stabilire una cura appropriata. Soltanto un medico è in grado di intuire la cosa più giusta da fare e applicare principi generali al caso particolare.

 

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