L'oriente a tavola che migliora la vita

Lo Zenzero

Lo zenzero ha un passato glorioso. Per secoli il costo proibitivo aveva tenuto lontano il popolo da questo come da altri condimenti come il pepe, i chiodi di garofano, lo zafferano, tanto per fare dei nomi. Tutte spezie che erano simbolo di nobiltà, sfarzo, lusso e potevano essere acquistate solo da chi era in grado di pagarle. Spesso conservate nei forzieri insieme a pietre preziose e monete d'oro.
Lo zenzero è un rizoma. Un tratto del fusto che quasi si trascina, striscia parallelo al suolo, a volte sottoterra. Il rizoma ripulito dalle radichette viene bollito per diverse ore per poi essere seccato al sole. Un tempo durante il lungo viaggio dall'Oriente all'Europa si era soliti rivestire il prezioso carico con sciroppo zuccheroso o miele, che acquistava un aroma caratteristico e dal quale si ricavava una bibita rinfrescante.
Dal punto di vista terapeutico lo zenzero aiuta a liberarsi della nausea. Ma non in tutti i casi. Non quando il disturbo è dovuto a problemi dell'orecchio oppure della vista. Se si eccettuano questi casi con lo zenzero si può superare il fastidio.
Secondo studi recenti si è sempre più convinti che possa essere un buon fluidificante del sangue. In caso di coagulazione eccessiva c'è il rischio di bloccare i vasi sanguigni del cuore o del cervello. Si può evitare con l'aiuto di questa pianta.
Combatte le infiammazioni, i dolori reumatici e quelli dovuti all'artrite.  

La Curcuma

Anche la curcuma è una pianta tipica dei climi tropicali. Il suo ambiente naturale è in India, ma viene coltivata in molti altri paesi. É facilmente riconoscibile perché ha la forma di un tubero allungato e di colore giallo. Nella parte superiore ci sono delle specie di cicatrici. Sono i segni delle foglie degli anni precedenti. Si usa il rizoma, che striscia al livello del terreno. La sua preparazione è molto semplice, non diversa da quella dello zenzero, pianta alla quale somiglia. Dopo aver lavato i rizomi farli bollire a lungo.
É fra gli ingredienti del curry. Lo sanno bene gli indiani che ne fanno grande uso. Oltre alla curcuma si usano coriandolo polverizzato, pepe nero e pepe verde.
La medicina e l'erboristeria se ne servono per agevolare la digestione difficile. In particolare risolve gli spasmi intestinali perché impedisce ai muscoli di irrigidirsi, ma solo a dosi contenute. Se si esagera si ottiene l'effetto contrario.
La curcuma è un buon antinfiammatorio e antiossidante. Spazza i radicali liberi, particelle che intaccano i tessuti, innescano le infiammazioni e favoriscono i tumori.
Se si soffre di disturbi alla cistifellea non si deve esagerare con il consumo di curcuma. Causa delle contrazioni della cistifellea che produce la bile, all'origine della digestione dei grassi.

Il Coriandolo

Se lo zenzero ha quarti di nobiltà lo stesso non si può dire del coriandolo che non colpisce la nostra immaginazione. Piantina filiforme, alta fino a 50 cm con fiori bianchi che compaiono in estate, conosciuta e coltivata dalle nostre parti da almeno duemila anni. A peggiorare la nostra considerazione del coriandolo ci pensano i frutti. Rotondi e grandi quanto un grano di pepe emanano un odore poco piacevole. Una volta schiacciati però acquistano un aroma molto più amabile.
Proprio i frutti rappresentano la parte più utile specie in presenza di problemi gastrici. Rende possibile l'eliminazione dei gas intestinali.
Si dice che queste piante siano “carminative”. Espressione che nel Medioevo indicava le erbe che liberavano l'organismo dai gas allo stesso modo della cardatura che purificava la lana dagli scarti.
Il coriandolo è utile ogni volta che si mangia troppo. Nei banchetti, nelle feste comandate, come il Natale e quando si supera il livello di guardia ingerendo cibi come ceci, fagioli, lenticchie, castagne, in gran quantità. Purtroppo tutti conosciamo i sintomi come addome dilatato, pesantezza.
Riduce anche dolore di testa e crampi allo stomaco conseguente alla digestione difficile.  

Il Cumino  

Come il coriandolo il cumino appartiene alla famiglia delle ombrellifere. Con il gambo esile, delicato, le foglie seghettate, ha assonanza con il finocchio. I fiori chiari, allungati, sono riuniti tra loro a forma di ombrelle.
Il sapore aromatico piaceva ai romani che usavano il cumino in modo sistematico.
Alla pari con il coriandolo è considerato una pianta carminativa. Riduce i gas intestinali e aiuta la digestione di vivande pesanti.
Leggero sedativo distende i muscoli e rilassa. In particolare l'olio essenziale.
Per finire contribuisce a provocare la secrezione del latte nelle neo mamme.

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