Ecco cosa fare dopo una caduta

Per caduta si intende “ogni cambio di posizione improvviso e non intenzionale che porti il soggetto ad urtare con qualsiasi parte del corpo al suolo”, senza perdita di coscienza. La frequenza delle cadute aumenta con l'avanzare dell'età. 

Le cadute rappresentano un problema di grande importanza assistenziale, psicologica ed economica: il 40-50% degli anziani che vivono in casa cade almeno una volta l'anno, cadono sia le persone in buona salute che quelle con difficoltà, ma la caduta ha quasi sempre un’origine multifattoriale derivante dall’interazione tra le caratteristiche del soggetto (malattie, farmaci assunti), eventi fortuiti e situazioni ambientali (marciapiedi, tappeti, scalini).

L'invecchiamento determina una progressiva riduzione delle principali funzioni dell'organismo, in particolare nell'anziano risulta compromessa la capacità di correggere tempestivamente gli improvvisi cambiamenti di posizione, essendo i riflessi più lenti. 

La diminuita efficienza della  vista, dell’udito e del sistema muscolo-scheletrico rendono meno sicura l'andatura. 

Una dieta poco equilibrata, povera di calcio e vitamina D può causare stanchezza ed affaticabilità muscolare, dolori alla schiena e alle gambe con effetti dannosi.

Le conseguenze di una caduta possono essere contusioni, ferite superficiali, ma nel 5-6% dei casi sono rappresentate da fratture. 

Le più temibili sono quelle del femore, non tanto per l'intervento chirurgico, quanto per il rischio di immobilizzazione che può portare alla perdita dell'autonomia. 

Anche in assenza di complicanze fisiche dopo una o più cadute conseguono spesso modificazioni psichiche e comportamentali: l'anziano si deprime e la paura di cadere nuovamente lo porta a limitare sempre più le proprie attività.

Dopo una caduta, si dovrà intervenire su due livelli: quello ambientale e quello delle condizioni del soggetto stesso.

Le cadute solitamente accadono durante le attività della vita quotidiana, come camminare, salire le scale o passare da una posizione ad un'altra. 

Il pavimento scivoloso, i gradini, gli oggetti sparsi lungo il percorso, l'insufficiente illuminazione, letti troppo alti o troppo bassi, servizi igienici inadeguati e con accessori incongrui sono i fattori ambientali più ricorrenti. 

Molto importanti sono anche i fattori legati alla persona: calzature non idonee, vestiario pesante ed ingombrante che limita i movimenti, occhiali non più adeguati al deficit visivo, bastoni inadatti, o usati in maniera scorretta, girelli poco scorrevoli e carrozzine non idonee, possono risultare pericolosi. 

Ulteriori fattori di rischio sono rappresentati dall'assunzione di alcol, di più farmaci contemporaneamente (il rischio aumenta con 3 e più farmaci) e da una alimentazione non adeguata per quantità e qualità. 

Anche l'ambiente domestico, per motivi economici e sociali non è sempre il più adatto per la persona anziana. 

Per quanto riguarda i fattori intrinseci, cioè legati alla storia del singolo soggetto, dai dati della letteratura scientifica emerge che alcune patologie sono più comunemente associate alle cadute. Tra queste ci sono le malattie del sistema nervoso quali ictus, Morbo di Parkinson, neuropatie periferiche,  demenze, le patologie del sistema cardiovascolare come l’ipotensione ortostatica, le aritmie, l’ipertensione. Anche le malattie del sistema osteoarticolare (molto comuni come le artriti, l’artrosi), i problemi dei piedi, l’incontinenza urinaria, il diabete possono causare una caduta.

Talvolta si sovrappongono fattori precipitanti, quali le malattie febbrili, le riacutizzazioni di patologie croniche come le bronchiti.

Visite mediche, esami diagnostici mirati, correzione o sospensione delle terapie, avvio di esercizi fisici personalizzati e controlli clinici programmati nel tempo possono contribuire al mantenimento di adeguati livelli di salute, contribuendo a prevenire l’evento avverso. 

Altrettanto importante è però la prevenzione sociale, comprendente una educazione comunitaria e sanitaria che contribuirà a modificare abitudini di vita sbagliate, soddisfando l'indiscutibile esigenza di ognuno di poter condurre una vita attiva in un ambiente sicuro e controllato.

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