L'udito: l'importanza dei controlli per una corretta vita sociale e fisica

I disturbi dell’udito sono rappresentati dall’ipoacusia, ovvero dalla diminuzione dell’udito, dagli acufeni (ronzii) accompagnati a volte da vertigini o da altri sintomi.
L’ipoacusia rappresenta il disturbo più frequente, può insorgere a qualsiasi età, assumere gravità diversa, essere mono o bilaterale e può condurre a difficoltà dei rapporti sociali.
I cambiamenti dovuti all’età a livello delle capacità visive ed uditive possono dare origine a significativi problemi funzionali nelle attività della vita quotidiana.
Le alterazioni dell’udito possono essere provocate da disturbi cerebrali oppure per invecchiamento del sistema uditivo periferico. 
Nel primo caso possono manifestarsi difficoltà nella localizzazione dei suoni o dell’ascolto in luoghi rumorosi, possono esserci problemi di parola e linguaggio. 
In altri casi, la perdita dell’udito è relativa ai toni puri, particolarmente per le alte frequenze nel caso degli uomini, dunque interferisce con la funzione di ascolto.
Dal punto di vista clinico le perdite uditive possono distinguersi in sordità di trasmissione, ovvero provocate da alterazioni dell’apparato di trasmissione che va dal condotto uditivo esterno ai liquidi labirintici. 
Le cause più frequenti possono essere i tappi di cerume, le lesioni della cute dell’orecchio, come eczemi, otiti acute e croniche, traumi del timpano (esempio: barotraumi da immersioni, timpanosclerosi come esito di processi infiammatori, ecc....).
L’anziano ipoacusico trova difficile comprendere e conversare con familiari e amici. Tale condizione comporta anche una diminuzione dell’ascolto ad esempio, di radio e televisione, può condurre alla perdita di interessi e attività, sino all’isolamento sociale anche per riduzione dell’autostima, con ripercussioni sul tono dell’umore.
Altre volte, l’ipoacusia può essere provocata da lesioni della coclea, dell’ottavo nervo cranico, delle vie e dei centri acustici del cervello: in questi casi si parla di sordità di percezione.
Le cause possono essere l’aterosclerosi, la Malattia di Menière, i danni da tossici quali farmaci diuretici, antibiotici, per esempio.
L’ipoacusia non riconosciuta, può presentarsi con apparenti disturbi cognitivi quali deficit della memoria, dell’attenzione, della comprensione verbale, dell’orientamento, tanto da dover essere presa in considerazione durante i percorsi diagnostici nella diagnosi differenziale dei disturbi della memoria.
Numerose evidenze scientifiche indicano che la presbiacusia si associa anche ad un aumentato rischio di cadute a terra, con la possibile conseguenza di fratture, comprese le fratture di femore, una delle principali cause di disabilità per l’anziano.
A fronte di condizioni così dannose per il benessere psico-fisico dei soggetti ultrasessantenni, le tecniche e le metodiche per la valutazione dell’indebolimento uditivo che caratterizza la presbiacusia sono ben rappresentate in tutto il territorio e facilmente accessibili.
La presbiacusia è un fenomeno silente e l’accesso ai servizi diagnostici audiologici per l’anziano sembra diffusamente sottoutilizzato, provocando un ritardo sulla diagnosi con riduzione degli effetti benefici del trattamento.
E’ noto infatti, secondo gli esperti, come il successo delle soluzioni uditive dipenda dalla precocità del trattamento.
Diventa dunque determinante il contatto con il proprio Medico curante, al fine di un tempestivo inquadramento diagnostico.
Se necessario, si potrà essere indirizzati verso centri specializzati dove le tecniche e le metodiche audiologiche ed audiometriche saranno utilizzabili per le diagnosi differenziali tra le diverse forme di ipoacusia; sono test semplici, non invasivi e ripetibili nel tempo.
A parte alcuni casi trattabili con farmaci, gli apparecchi acustici indossabili consentono l’amplificazione del suono e grazie alla tecnologia digitale sono ormai piccoli strumenti elettronici abbastanza confortevoli.
I trattamenti saranno poi adeguatamente personalizzati ed il soggetto dovrà essere monitorizzato e seguito nel tempo, al fine di valutare i benefici sia in termini di salute, sia in termini di qualità della vita.

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