Le tisane fra relax e salute

Ero alle elementari, da poco arrivato a Roma dalla natia Livorno. Giocavo a pallone con tanti altri bambini sotto casa. Molti di loro avevano un soprannome. C'era “Spaccaossa” perché quando colpiva la palla quasi sempre prendeva anche gamba, piede e caviglia del malcapitato avversario. “Scannagrilli” si avventava come un falco sulla sfera, ma poi si smarriva senza concludere nulla. Infine c'era “er Tisana”, tranquillo e pacato, non perdeva mai la calma. Infatti quando si pensa a una tisana è facile immaginare un momento di relax, un'oasi nel mare delle nostre attività giornaliere. Ci sediamo con la tazza fumante davanti e dopo un lungo respiro cominciamo ad assaporare la bevanda.

Cos'è una tisana    

E' un modo per ricavare sostanze medicamentose da erbe essiccate e sminuzzate con l'uso dell'acqua. É il modo più semplice e immediato perché l'acqua è il migliore solvente naturale. Ma, attenzione, è preferibile adoperarla pura e evitare quella con troppo calcare che potrebbe danneggiare le piante.

Le erbe non sono tutte uguali. Ci sono quelle più coriacee e quelle più delicate, per non parlare delle piante aromatiche. Le parti utili per curare un disturbo possono essere di vario tipo, dalla corteccia alle radici, dai fiori alle foglie e ai semi.

Infuso

Le parti più deperibili possono essere preparate con un infuso che si ottiene aggiungendo le erbe in acqua già bollita. Spegnere il fuoco e lasciare riposare per un periodo che varia da 5 a 10 minuti. Per non far evaporare parte delle sostanze “volatili” è buona norma coprire la tazza.

Si filtra il tutto e, se si preferisce, si dolcifica con miele, zucchero di canna e in ultima analisi zucchero bianco. Se si comprano gli ingredienti in erboristeria ci si può avvalere del cosiddetto “taglio tisana”, erbe già pronte per essere utilizzate.

Le dosi variano secondo il tipo di erba, l'età della persona a cui è diretta, il malessere che si vuole combattere. In genere un infuso non si conserva a lungo. Al massimo 24 ore.

Decotto

Le parti legnose come rizomi (parte del fusto strisciante), cortecce e radici hanno bisogno di un trattamento più robusto. Il decotto: triturare le piante e aggiungerle all'acqua fredda; bollire per almeno 20 minuti; far riposare e filtrare. É più produttivo eseguire questa operazione quando non si è ancora raffreddata. Altrimenti si rischia che una parte delle sostanze medicamentose si disperda.

Macerazione

Si usa per “ammorbidire” le parti più resistenti immergendole in un solvente. Spesso si utilizza l'acqua, altre volte l'alcol, l'aceto e l'olio.

La macerazione può durare pochi minuti ma anche più mesi.

Preparare correttamente una tisana

Il modo per fare una tisana, il tipo di piante utilizzate e il loro numero sono cambiati nel tempo. Per esempio, secondo Ippocrate, medico della Grecia classica, la sola tisana che si conosceva serviva per preparare l'orzo. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Oggi si usano più erbe insieme, ognuna con un fine diverso. Si può seguire uno schema ormai fisso che comprende una o due piante come rimedio base (remedium cardinale), una per potenziare e in alcuni casi perfezionare l'azione delle erbe principali (adjuvans) e altre per renderla più gradevole (corrigens).

Facciamo un esempio e vediamo una tisana depurativa (ricetta della dott.ssa Costanza Giusti). Il cardo mariano (i frutti, 30 grammi) che agisce sul fegato allo scopo di ridurre le tossine.

La bardana rimedio base insieme al cardo mariano (le radici, 30 grammi) è importante per depurare il sangue e stimola la secrezione biliare.

L'anice (il frutto, 20 grammi) agisce sui grassi rendendo più semplice il compito del fegato e l'intero metabolismo.

Il compito di menta e liquirizia è più semplice. Servono per migliorare il sapore. In questo caso amaro e aspro.

Evitare di essere creativi. Non consumare piante scelte autonomamente, o peggio ancora per sentito dire. Sarebbe importante conoscere a fondo le erbe che si usano. Alcune possono interagire con le altre procurando conseguenze dannose per la nostra salute. In ogni caso chiedere consiglio a un medico.

Buona tisana a tutti! 

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