Dieta mediterranea e longevità

Cos’è la dieta mediterranea? Si tratta di un modello nutrizionale caratterizzato da un’alimentazione sana, equilibrata e varia, studiata negli anni sessanta da uno scienziato statunitense che aveva notato che tra gli abitanti della Campania, della Calabria e dell’isola di Creta vi era una bassa incidenza di malattie cardiovascolari.

Dopo anni di studi si è evidenziato che le popolazioni dell’area mediterranea si ammalano meno e presentano ridotta mortalità rispetto agli abitanti degli Stati Uniti, Olanda e Finlandia.

Secondo un’analisi dei dati Istat sull’aspettativa di vita, l’Italia è ai vertici per longevità, collocandosi nel 2016 al primo posto su 163 Paesi per la popolazione maggiormente in salute a livello mondiale.

L’Unesco ha inserito la dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale dell’Umanità, come esempio di alimentazione salutare, gustosa, relativamente semplice da seguire ed anche economica.

Numerosi altri studi ne hanno dimostrato l’utilità nella prevenzione non solo delle malattie cardiovascolari ma anche della sindrome metabolica (obesità, ipertensione arteriosa, dislipidemie ed alti livelli di colesterolo e trigliceridi), del diabete, dei tumori. 

Uno studio italiano ha scoperto la grande potenzialità di questo regime alimentare che svolge un ruolo fondamentale per la salute dei vasi sanguigni, si forma una sorta di squadra di “cellule idrauliche” in grado di garantire un’azione depurativa per i vasi stessi. Questa alimentazione favorisce inoltre i livelli circolanti delle cellule progenitrici endoteliali in grado di riparare i vasi danneggiati migliorando la circolazione sanguigna.

Successivamente altri gruppi di ricerca hanno dimostrato, in differenti popolazioni appartenenti ai paesi industrializzati e non, il ruolo protettivo di questo tipo di alimentazione anche per quanto riguarda le malattie cronico-degenerative neurologiche quali il Parkinson ed il morbo di Alzheimer.

Il fattore scatenante le malattie croniche potrebbe essere rappresentato da una condizione di infiammazione cronica dei tessuti e dei vasi dei vari organi , condizione che può arrivare a innescare un circolo vizioso non controllabile con le terapie farmacologiche.

La dieta mediterranea ricca di sostanze antiossidanti risulta in grado di contrastare l’eccesso di radicali liberi e lo stress ossidativo che aggrediscono le cellule dell’organismo, ritardando il danno cellulare e quindi anche l’invecchiamento delle cellule, favorendo la longevità di organi ed apparati.

Tutti gli studiosi concordano sul fatto che l’invecchiamento attivo vede la dieta mediterranea come uno degli elementi fondamentali, ma deve essere inserita nel contesto di uno stile di vita che comprende l’attività fisica ed una vita socialmente attiva.

La corretta alimentazione si inserisce dunque nel contesto di uno stile di vita “mediterraneo” ottimale.

La longevità si conquista e un invecchiamento di successo si prepara negli anni. 

Basta interpretare il termine dieta come “sano stile di vita”, seguendo quelle tradizioni tipiche di regioni italiane quali la Sardegna o le Marche che legano il consumo di cibo ad un più generale concetto di benessere. 

Grazie alla nutrigenomica,  la scienza che studia come il cibo interagisce col DNA per ‘spegnere’ i geni legati alle malattie, è possibile guadagnare salute con le scelte alimentari, evitando patologie come osteoporosi, artrite, obesità e diabete.

Non va dimenticato, infine, che la dieta mediterranea prevede un insieme di competenze, conoscenze, tradizioni in materia di colture, raccolta, pesca, zootecnia, stagionalità, conservazione, elaborazione, cucina, condivisione e consumo di cibo.

Rappresenta un modello di dieta sostenibile con valenza nutrizionale, sociale e culturale, promuove l’interazione tra famiglie e gruppi, si fonda sul rispetto del territorio e la biodiversità.

Per concludere, garantisce il mantenimento e lo sviluppo delle attività tradizionali regionali e dei mestieri e rappresenta il motore trainante per lo sviluppo del turismo nel nostro Paese.

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