Disturbi dell'umore nell'anziano, dalla corretta diagnosi alle terapie specifiche per la terza età

Con l’arrivo dell’autunno e l’inverno molte persone subiscono variazioni dell’umore identificate come disturbi affettivi legati al cambio di stagione.

I disturbi del tono dell’umore, invece, sono condizioni cliniche che riguardano la salute psico-fisica, possono insorgere a tutte le età e sono frequenti nell’anziano.

La condizione più diffusa è la depressione, ma per porre la diagnosi di disturbo depressivo maggiore devono essere presenti alcuni dei seguenti sintomi: umore depresso, disinteresse, alterazione del sonno o dell’appetito, affaticabilità o mancanza di energia, agitazione o rallentamento psicomotorio, rallentamento del pensiero, sentimenti eccessivi di autosvalutazione o di colpa. 

La depressione spesso non è isolata ma si associa a disturbi d’ansia, soprattutto il disturbo d’ansia generalizzato ed il disturbo ossessivo-compulsivo che producono quadri clinici complessi e ne cronicizzano il decorso.

Dati recenti stimano che circa il 20-25% delle persone al di sopra dei sessantacinque anni soffre di depressione. 

Nonostante ciò, tale disturbo è spesso sottodiagnosticato, questo perchè può essere difficile, a volte, differenziare tra sintomi fisici ed effetti collaterali delle terapie, ad esempio.

Non va dimenticata, inoltre, la tendenza da parte degli anziani a sminuire o non riconoscere i problemi di natura psicologica dando più importanza ai disturbi fisici. 

I fattori che incrementano il rischio di depressione in una persona anziana possono riguardare aspetti esistenziali, sociali, psicologici e biologici, intrecciati tra loro nel singolo soggetto. 

I fattori di rischio più documentati sono il sesso femminile, l’essere celibi, nubili o vedovi, la disabilità, un lutto recente e l’isolamento sociale. 

Nello sviluppo della depressione in età senile la solitudine e la mancanza di un supporto sociale adeguato giocano un ruolo fondamentale.

Alcuni eventi della vita comportano un significativo rischio di depressione, sicuramente la perdita di persone amate e significative, il divorzio, la separazione, ma anche l’assistenza ai familiari malati, il peggioramento della condizione finanziaria, i conflitti cronici in famiglia o nel contesto abitativo, cambiamenti importanti di residenza, o delle abitudini quotidiane.

La depressione senile può anche svilupparsi in concomitanza con malattie del sistema nervoso centrale come il Morbo di Parkison, gli ictus, le epilessie, i traumi cranici o le emorragie, i disturbi endocrini, quali il diabete, l’ipotiroidismo o le neoplasie.

Alcuni farmaci, infine, possono favorire l’insorgenza di sintomi depressivi, ricordiamo alcuni  trattamenti per il Morbo di Parkinson, le benzodiazepine, i betabloccanti, gli antistaminici, i cortisonici.

È chiaro che un disturbo depressivo non equivale ad una sensazione temporanea di tristezza. La depressione ha un’intensità e una durata maggiore ed è accompagnata da un insieme di sintomi che rivelano la malattia.

La depressione dell’anziano presenta alcuni sintomi peculiari che la distinguono dalla depressione dell’adulto. I pazienti riportano più spesso lamentele legate al piano fisico e fisiologico (mal di schiena, male alle gambe, problematiche gastro-intestinali, senso di testa vuota e confusa, dispnea, senso di soffocamento) rispetto a malesseri della sfera affettiva. 

I pazienti anziani con disturbi dell’umore possono mostrare  mancanza di interesse verso il mondo circostante ed isolamento, perdita dell’appetito, stipsi, perdita della libido, perdita della memoria e deficit dell’attenzione. Frequenti risultano i disturbi del sonno con risvegli precoci o insonnia intermedia. 

Alcuni pazienti con depressione ad esordio tardivo sviluppano una forma di pseudo-demenza caratterizzata da deficit di memoria, reversibile perchè migliora o scompare dopo le cure. 

Nell’anziano l’antidepressivo ideale dovrebbe avere efficacia documentata, tollerabilità e sicurezza, assenza di interazioni farmacologiche, maneggevolezza d’impiego, sicurezza in caso di eccesso di dosi assunte. Alcuni farmaci sono da consigliare per i soggetti ultrasessantacinquenni in quanto presentano meno effetti collaterali e ridotta tossicità. Il geriatra rappresenta lo specialista di riferimento per la diagnosi e la presa in carico dell’anziano: la scelta terapeutica deve tenere in considerazione infatti, in particolar modo nel paziente anziano fragile, dalla presenza di polipatologia e polifarmacoterapia, condizioni queste che rendono più esposti all’insorgenza di effetti collaterali. 

È importante, per garantire un’adeguata adesione al trattamento farmacologico, fornire una corretta informazione sui possibili effetti collaterali, sulla durata del trattamento e sul tempo necessario per evidenziare l’effetto terapeutico.

Alcuni centri offrono anche percorsi psico-riabilitativi. E’ infatti importante lavorare sullo stile di vita, sull’accettazione della perdita di ruolo e sullo sviluppo di nuovi ruoli sociali all’interno della società.

L’obiettivo delle terapie consiste nella riduzione dei sintomi psichici e fisici, nel miglioramento delle funzioni cognitive, quali attenzione, memoria, concentrazione e capacità relazionali, nella prevenzioni di ricadute e dei comportamenti pericolosi. 

I farmaci antidepressivi sono l’intervento di prima scelta, ma vanno integrati con un approccio multidisciplinare, con psicoterapie rivolte al nucleo familiare, con l’intento di migliorare le capacità della persona di gestire la disabilità, gli eventi negativi della vita o le situazioni relazionali conflittuali.

Uno psicologo, infine,  può aiutare amici e parenti a sviluppare tattiche positive per affrontare questi ed altri temi delicati.

La prevenzione dell’isolamento sociale e l’inserimento in contesti di aggregazione ed attività socializzanti, rappresenta un’opportunità a basso costo e ad alto impatto terapeutico. 

Come sempre, infine, trattando soggetti anziani, la parola d’ordine rimane “pazienza”: qualsiasi terapia o azione non produce cambiamenti immediati, bisogna considerare che ogni processo di guarigione richiede del tempo, soprattutto se riguarda la sfera psicologica ed affettiva.

copertina verdeta71

banner essere cna

banner unipol

>>> INGRANDISCI <<<

Assemblea Nazionale CNA Pensionati - Ministro della Salute Roberto Speranza

Agenzia Dire, Giungi “Gli anziani possono dare ancora un grande contributo alla comunità

Agenzia Dire, D'Andrea Pensionati ex artigiani a disposizione della comunità”

Agenzia Dire, Decaro ANCI “Nonni per la città” preziosi per trasmissione saperi ai più giovani

Festa Nazionale CNA Pensionati - Sergio Silvestrini Segretario Generale CNA

Festa Nazionale CNA Pensionati - Daniele Vaccarino Presidente Nazionale CNA

Festa Nazionale CNA Pensionati - Vinciano Luca Caricato

Spot radiofonici

BannerTIM

Sergio Silvestrini: "Problema sicurezza percepito drammaticamente soprattutto dagli anziani"

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi sapere di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca il pulsante "Cookie e Privacy". Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.