Le cure domiciliari in Italia

I benefici per i soggetti anziani, fragili o affetti da malattie croniche e disabilità

L’Italia, uno dei Paesi con la popolazione più longeva d’Europa, sta vivendo le conseguenze sociali ed economiche di una significativa rivoluzione demografica. 

Il fenomeno dell’invecchiamento è legato all’insorgenza di malattie croniche che spesso evolvono in disabilità cognitiva o fisica con peggioramento della qualità di vita. 

Per tali ragioni sono stati identificati diversi fattori che possono causare una condizione di perdita di autonomia: uno dei più frequenti risulta essere l’ospedalizzazione acuta del soggetto anziano.

La letteratura scientifica ci mostra come sia proprio il declino funzionale conseguente al ricovero ospedaliero una delle conseguenze negative più comuni e di vasta portata per il paziente e le famiglie.

I fattori psicosociali, dell’organizzazione ospedaliera e personali concorrono allo sviluppo di disabilità: la limitazione della mobilità fisica, l’iponutrizione, l’utilizzo di molti farmaci con diversi effetti collaterali, lo stesso ambiente ospedaliero, i ritmi delle attività sanitarie, la carenza di personale rispetto al numero di pazienti degenti, risultano essere fattori che si sommano determinando scompensi psicofisici che possono trasformare la vita del paziente e dei familiari. 

Per ridurre o prevenire tali disabilità, già nel 1992 con il decreto legislativo “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza” l’assistenza domiciliare integrata (ADI) è stata considerata dal Ministero uno dei servizi fondamentali della rete di assistenza per l’anziano fragile. 

Le Cure Domiciliari rappresentano una modalità assistenziale che si avvale di servizi sanitari e sociali tra di essi integrati, destinata al cittadino che per condizioni di salute o fragilità sociali ha sviluppato uno stato di non autosufficienza che gli impedisce di usufruire dei servizi sanitari ambulatoriali, ma per il quale, allo stesso tempo, l’utilizzo dei servizi ospedalieri può risultare controindicato.

I provvedimenti garantiscono trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi al domicilio con lo scopo di stabilizzare il quadro clinico, limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita. 

Le Cure Domiciliari vengono erogate in modo continuo ed integrato da parte del Medico di Medicina Generale, del Pediatra di Libera Scelta e di altri operatori sanitari e sociosanitari, con differenti modalità a livello distrettuale e regionale.

Il bisogno clinico, funzionale e sociale è accertato attraverso idonei strumenti di valutazione multidimensionale che consentano la presa in carico della persona e la definizione del Progetto di Assistenza Individuale sociosanitario integrato.

In relazione al bisogno di salute dell'assistito ed al livello di intensità, complessità e durata dell'intervento assistenziale, si articolano in cure domiciliari di livello base, costituite da prestazioni professionali in risposta a bisogni sanitari di bassa complessità anche ripetuti nel tempo, di I^, II^ e III^ livello e sono attivate con le modalità definite dalle regioni e dalle province autonome anche su richiesta dei familiari o dei servizi sociali.

Il Medico di Medicina Generale assume la responsabilità clinica dei processi di cura, valorizzando e sostenendo il ruolo della famiglia. 

La presenza del caregiver è un requisito fondamentale per poter attivare servizi di presa in carico domiciliare.

Il termine caregiver si riferisce a colui che si prende cura direttamente della persona che necessita delle cure. È un ruolo centrale in quanto costituisce il ponte tra il paziente, gli altri familiari e gli operatori professionali in modo che tutti coloro che si prendono cura della persona malata abbiano le stesse informazioni e possano condividere i piani e gli obiettivi di intervento.

Alcuni studi controllati hanno dimostrato che l’assistenza domiciliare riduce il consumo di risorse in termini di ospedalizzazione/istituzionalizzazione, migliora la qualità della vita degli assistiti e, confrontata con altri setting assistenziali, viene preferita dal cittadino.

I sentimenti che spesso accompagnano il soggiorno ospedaliero degli anziani sono il senso di inutilità, la solitudine, la paura e la sensazione di mancanza del controllo delle pratiche mediche a cui vengono sottoposti. La possibilità di ricevere cure adeguate al proprio domicilio, in un ambiente familiare dove poter seguire i propri ritmi, circondati da persone conosciute e di fiducia, rappresenta quindi la scelta ottimale, proprio come diceva il professor Fabris “per l’anziano la casa è meglio, quando si può ....”.

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