Dinner cancelling, moda o scienza?

La “Dinner Cancelling” è una forma di dieta che ha subito un forte impatto mediatico negli ultimi tempi. In realtà è stata chiamata così dal suo ideatore Dieter Grabbe, ma si tratta di una modalità di effettuare un digiuno controllato. È una forma di digiuno 16:8 ovvero in tale regime dietetico le persone mangiano quello che vogliono per 8 ore e digiunano per le restanti 16. Si è visto che tale modalità è in grado di aiutare la perdita di peso in persone obese e di ridurne la pressione sanguigna. 

è uso comune attribuire al digiuno una connotazione negativa, perché da sempre, nel campo dell’alimentazione e della nutrizione, si è predicata la buona regola di non saltare i pasti e di frazionare l’alimentazione in 3 pasti principali e 2 spuntini.

All’idea del digiunare si associa la sensazione di stanchezza, di debolezza, di offuscamento mentale, ma ci si dimentica che i nostri antenati erano sicuramente adattati ad uno stile alimentare che prevedeva un consumo di cibo molto più rarefatto di quello a cui noi siamo abituati.

In realtà quando si mangia meno o meno frequentemente, si attivano una serie di meccanismi metabolici in grado di aumentare la forza e la capacità di resistere alla fatica e allo stress fisico; si attivano le cosiddette molecole heat shock che permettono alle strutture proteiche del corpo di funzionare al meglio.

A livello di organismo il digiuno sembra possa essere in grado di proteggere il Sistema Nervoso Centrale da patologie acute e croniche, di stabilizzare i livelli di glicemia, aumentare la sensibilità all’insulina, di ridurre lo stress a livello epatico e determinare una riduzione della massa grassa.

Va però ricordato che questo meccanismo basato sul digiuno controllato funziona solo finché si alterna a periodi di normalità, perché se la carenza di energia da acuta diventa cronica allora può trasformarsi in fonte di malattia. Questo è il motivo per cui si raccomanda l’intermittenza del digiuno, i cui effetti sono ben diversi dal digiuno prolungato.

I possibili effetti collaterali riguardano disturbi del sonno, umore, ansia, disidratazione, sonnolenza diurna. Importante è dunque bere molta acqua in questo tipo di regime dietetico.

L’intervallo di tempo in cui è consigliato evitare di assumere cibo è la sera a partire dalle 17 circa e subito prima di digiunare è bene consumare uno snack energetico in modo da resistere meglio alle successive ore senza cibo.

Naturalmente nel resto della giornata è necessario assumere tutti i nutrienti indispensabili all’organismo. Questo risulta essere un aspetto molto importante e non trascurabile. Durante la fase di assunzioni di cibo è necessario che tutti i nutrienti siano ben bilanciati fra di loro affinché non si creino eccessi o carenze che, associati al digiuno successivo, sarebbero più dannosi che benefici.

Questa dieta si consiglia di seguirla per due o tre volte alla settimana e ripetere la pratica ciclicamente per alcuni mesi. È consigliata a chi vuole mantenersi in forma e perdere peso gradualmente. Vi sono però numerose varianti di tale protocollo che andrebbero valutate per ogni singolo individuo da parte di un esperto. Il consiglio è di non seguire il “fai da te” ma affidarsi sempre a persone competenti e che siano in grado di adattare i vari protocolli alla salute di ciascuno.

Inoltre, non va dimenticato di associare una giusta dose di movimento e non bisogna scordarsi che non ci sono scorciatoie per raggiungere la condizione ideale, ma bisogna seguire una costante e continua ricerca di un corretto e sano stile di vita.

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