Strage Rsa, Cna Pensionati: Subito un Piano Sanitario Europeo

Cronaca di una tragedia annunciata. E quella descritta con orrore da tutti i mezzi di informazioni europei che mettono nero su bianco, ogni giorno, il numero dei morti nelle residenze degli per anziani.

Nascosti, minimizzati, coperti con omertà e vergogna, ma alla fine esplosi, i numeri che riguardano i morti nelle RSA europee sarebbero sconcertanti. Non esistono dati ufficiali ma si tratterebbe di buona parte dei falciati da questo virus che rappresenta ormai una tragica pagina di storia del XXI secolo.

Non c’è dunque tempo da perdere: CNA Pensionati chiede sia l’Europa ad occuparsi di gestire la Fase 2 della pandemia mettendo in campo un “Piano sanitario Ue” che finanzi la rete di protezione degli anziani più vulnerabili, evitando che le case di cura continuino a essere epicentri di contagio senza fine.

La percentuale dei morti nelle RSA è rilevata da uno studio pubblicato dall’International Long-term care policy network, un gruppo di ricerca che fa parte della London School of Economics, che apre il vaso di pandora dei decessi nelle residenze per anziani in 5 Paesi UE: Italia, Francia, Spagna, Belgio, Irlanda. Lo studio, che effettua una stima sulla base dei dati sino ad ora a disposizione, inchioda i morti per Covid 19, con una istantanea al 6 aprile scorso, al 42% del totale dei decessi associati a coronavirus.

Secondo la ricerca, il 6 aprile 2020 in Italia le morti confermate per Covid 19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie sarebbero stimate nientemeno che a 9.509, il 53% del totale. Il 57% è la stima in Spagna, il 54% in Irlanda e così via. Oggi, non a caso, le RSA italiane sono teatro di controlli da parte dei NAS per accertare eventuali irregolarità nella gestione della pandemia.  

Al di là di numeri reali che saranno accertati alla fine dell’emergenza, la cronaca della strage nelle residenze per anziani è simile ovunque: ritardi, mancanza di protezione da parte del personale sanitario e addetti, addirittura divieto nelle prime fasi della pandemia di usare guanti e mascherine. E ancora: mancate chiusure ai parenti, delibere regionali, come quella della Lombardia, che incredibilmente dispongono lo spostamento dei pazienti infetti proprio dentro le residenze per anziani.

La denuncia di CNA Pensionati dello scorso 2 aprile, 13 giorni fa, è stata purtroppo confermata dai fatti: le RSA si sono rivelate centri di diffusione del virus e tremendi lazzaretti di contagio.

“Essere stati facili profeti ci addolora moltissimo -  commenta Filippo D’Andrea Segretario Nazionale di CNA Pensionati -  e lo siamo stati sin dalla nostra Assemblea nazionale celebrata lo scorso 3 dicembre 2019 alla presenza del Ministro della salute Roberto Speranza. Allora non potevamo certo immaginare di essere alle soglie di una simile tragedia ma ponemmo il problema della gestione della cosiddetta Long Term Care (assistenza a lungo termine)”.

“La piramide per età della popolazione Italiana ed Europea è nota: siamo un Paese e un continente sempre più vecchio insiste D’Andrea tuttavia non ci siamo sostanzialmente occupati del problema, delegando spesso la questione ai privati che sono governati, come noto, da altre logiche rispetto a quello pubbliche. Le stesse strutture pubbliche a lunga degenza in Italia sono poche, in qualche caso decadenti perché non oggetto di investimenti da decenni, insomma spesso del tutto inadeguate”.

All’impatto della pandemia, secondo il segretario di CNA Pensionati, in buona sostanza, siamo stati travolti. “Come se non bastasse chiarisce D’Andrea abbiamo messo in campo strategie suicide. Abbiamo evitato tamponi a tappeto, non usato protezioni, lasciato aperto l’accesso ai parenti favorendo contagio e morti”.

Nella Fase 2, secondo CNA Pensionati, è indispensabile rafforzare la rete di protezione nelle RSA alzando gli argini dei controlli sia ai degenti che a tutti gli addetti sanitari e non. “Per questo - conclude D’Andrea - serve un piano di investimenti massiccio, a guida Europea. Questa pandemia è un giro di boa che l’ecosistema ci ha mostrato con tutta la sua potenza: anche se dovessimo superare questa epidemia e trovare un vaccino efficace in tempi brevi dobbiamo proteggerci ripensando totalmente alle nostre priorità di spesa e di investimento in sanità e Long Term Care”.

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