Sole e movimento per dimenticare gli effetti della chiusura da Coronavirus

I consigli della nostra Geriatra, Dominga Salerno, per rimettere completamente in moto il fisico che ancora risente dell'inattività e gli eccessi alimentari legati al lockdown durante ka pandemia. Sì anche alla telemedicina e della domotica nella prevenzione.

L’emergenza sanitaria e sociale legata alla pandemia da COVID 19 ha provocato un vero stravolgimento delle vite di intere nazioni.

Pur colpendo tutte le età, l’infezione ha avuto i suoi effetti più severi sugli anziani. Le conseguenze, tuttavia, non si limitano ai problemi di salute legati alla malattia in fase acuta. I geriatri, in Italia, sottolineano che la pandemia ha fatto emergere il concetto che è soprattutto l’anziano fragile ad essere ad alto rischio di disabilità funzionale, cognitiva e psico-sociale, fattori che rendono più difficile un ritorno alla condizione precedente l’infezione.

Durante la fase di emergenza, in cui è stato disposto l’isolamento sociale per contenere la diffusione della malattia, la salute psicofisica delle persone over 65 è stata particolarmente esposta ai rischi legati all’inattività fisica, a causa della lunga permanenza in casa.

I comportamenti sedentari, come lo stare seduti per molte ore al giorno, ad esempio davanti alla TV, possono aumentare il rischio di sovrappeso e di problemi osteoarticolari, agire sui livelli di colesterolo, degli zuccheri nel sangue e della pressione, causare disturbi nel ritmo sonno-veglia ed avere effetti sulle capacità cognitive, alimentando stati di ansia, tristezza e depressione.

Queste condizioni possono avere un impatto maggiore nella popolazione con più di 65 anni che è esposta maggiormente al rischio di solitudine ed isolamento, presenta una maggior incidenza di patologie croniche o si trova più spesso in condizioni di limitata autonomia.

In questo scenario, risulta dunque ancora più importante dedicare del tempo all’esercizio fisico, poiché riduce il rischio di condizioni patologiche e di cadute, favorisce un buon funzionamento del sistema muscolo-scheletrico, aiuta a controllare il peso corporeo, contribuisce a preservare l’indipendenza funzionale ed il grado di autonomia nella vita quotidiana, aumentando il benessere psicologico.

Inoltre, per le persone ultra 65enni, che molto spesso vivono in casa da sole e non hanno impegni regolari quali il lavoro o lo studio, la pratica dell’esercizio fisico può rappresentare un aiuto per organizzare la giornata, anche facendo attività domestiche, sviluppando le relazioni sociali, facendo passeggiate all’aperto, coltivando passioni, come il giardinaggio, il ballo, la lettura, il ricamo.

Risulta fondamentale l’esposizione alla luce del sole, sia per incrementare la produzione di vitamina D, utile per il corretto metabolismo osteo-articolare, sia per i riconosciuti effetti positivi sul tono dell’umore, sul sistema immunitario e sul benessere generale.

Un altro aspetto registrato durante il blocco generale è stato l’incremento del consumo di alimenti. Il cibo, in effetti, ha sempre un ruolo importante nella vita degli esseri umani e, soprattutto in questo periodo, ne è stato protagonista.

Secondo diversi psicologi lo “stress da pandemia” rappresenta un fattore di rischio per la comparsa di dinamiche non corrette rispetto all’uso del cibo, chiaramente concedersi talvolta qualcosa in più non è sbagliato, ma quando diventa un’abitudine, può favorire l’insorgenza di problemi di salute.

Alcuni ricercatori ribadiscono di fare attenzione ai cibi grassi, ad alimenti e bevande zuccherate e ad un eccesso di carboidrati, in favore di quegli alimenti importanti per il nutrimento, quali le proteine, le vitamine, le fibre. Si può tentare di ridurre le porzioni, aumentare l’idratazione ed il consumo di verdure e legumi, o fare attenzione a non eccedere con la spesa.

In conclusione, diventa fondamentale quindi, iniziare a pensare di proteggere le persone a rischio, eventualmente in previsione di eventi simili, ed i ricercatori consigliano l’attuazione di strategie in particolare per la prevenzione di condizioni di fragilità psico-sociale.

Una risposta potrebbe essere rappresentata dall’attivazione e dallo sviluppo di efficaci strumenti alternativi di contatto medico-paziente, infermiere-paziente, sfruttando le metodologie della telemedicina e l’impiego di tecnologie innovative domotiche e della comunicazione (ICT) per il monitoraggio e la prevenzione, anche per i soggetti a rischio di isolamento geografico.

Gli anziani non sono oggi tutti preparati a sfruttare pienamente le tecnologie: in questo ambito, importante è il ruolo dei caregiver, dei familiari e delle associazioni che possono aiutare l’anziano ad accostarsi alla tecnologia in modo costruttivo ed attivo, rimanendo il protagonista della propria salute.

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