La solitudine: amica o nemica?

La nostra Psicologa Chiara Volpicelli parla di un tema purtroppo estremamente attuale alla luce della situazione legata alla pandemia 

Solitudine: dal latino solus, che vuol dire a sé stante, intero. Un sentimento e una condizione che le persone esperiscono quando prediligono una relazione esclusiva con sé stessi.

Questa condizione è spesso ricercata e temuta contemporaneamente: ricercata perché da sempre viviamo in una relazione a due, a partire dal grembo materno, viviamo grazie alla simbiosi, cresciamo grazie allo scambio, di cui non si può fare a meno perché vero e proprio humus che sviluppa il Sé. Senza la relazione non potremmo esistere; temuta perché stare da soli vuol dire entrare in contatto con i propri pensieri, le emozioni profonde, essere un tutt’uno con sé stessi. Ma spesso ciò che arriva da sé può portare dolore, rabbia, paura, angosce che non si vogliono sentire perché poi richiederebbero di essere affrontate, motivo per cui spesso si scappa da sé, si ricercano altri suoni che possano coprire quelli della propria interiorità. 

In molti si sforzano di non rimanere soli con i propri pensieri, il proprio io, anche se stare da soli può dare immensi benefici – quando lo si sceglie! 

Non è stato questo il caso ad esempio della pandemia in cui siamo stati obbligati a eliminare ogni tipo di relazione sociale: niente famigliari, niente amici, niente bar, circoli, addirittura andare a fare la spesa è stato qualcosa da soppesare. Joseph Roux diceva “la solitudine vivifica, l’isolamento uccide”: tutto ciò che va in contrasto con i propri desideri e bisogni più profondi porta a stati emotivi negativi. In questo caso non è una scelta ma una costrizione.

Soli ma insieme: strategie per convivere e apprezzare la nuova realtà. La solitudine spesso si evita perché porta con sé la paura della morte. Durante la senilità si diviene coscienti del proprio decadimento fisico e la paura della morte può divenire patologica, fino all’ipocondria (atteggiamento psichico caratterizzato da una costante preoccupazione per la propria salute fisica) manifestandosi con attacchi di ansia o panico. La consapevolezza della brevità della vita consegue l’abilità di equilibrare le priorità. Ad un certo punto del proprio percorso non si ricerca più lo status sociale ma diventa importante vivere come si crede e si ritiene meglio. Questa leggerezza comporta la capacità di leggere i cambiamenti come occasione di crescita, momento per cambiare le abitudini, occasione per sentirci più vivi che mai. 

Cosa fare quindi quando ci si sente un leone in gabbia, quando il respiro diventa affannoso, il cuore inizia ad accelerare e la casa sembra troppo stretta? 

  1. Sediamoci, respiriamo profondamente, concentrandoci sull’aria che entra e che esce….
  2. Armiamoci della nostra mascherina preferita (e magari creiamone una con una maglia che non utilizziamo più). Mettiamo in tasca il nostro gel disinfettante e…
  3. Suoniamo ai vicini. Magari anche loro si stanno sentendo nello stesso modo.
  4. Ricominciamo a studiare, perché no? Approfondire degli argomenti che abbiamo dovuto lasciare in un angolo del nostro cuore per tanti anni perché non c’era mai tempo.
  5. Usare (o farsi insegnare ad usare) uno smartphone. Le nuove tecnologie forniscono la possibilità di sentirci più vicini ai nostri cari, divenendo così alleate contro il distanziamento sociale.
  6. Organizzare delle serate o dei pomeriggi a casa propria. Che sia vedere un vecchio film, cucinare, o anche semplicemente, giocare a carte.
  7. Cercare le varie iniziative regionali per le persone della terza età, andare al cinema o a teatro ricordando che spesso gli over 65 hanno riduzioni sul prezzo dei biglietti.
  8. E perché non iscriversi in palestra o ad un corso di yoga o pilates? È dimostrato come l’attività fisica e il coinvolgimento sociale infondano benessere e allunghino la vita.

Finalmente soli. Dietro ogni faccia negativa ce n’è sempre una positiva, perciò perché non vedere nella solitudine un po’ di positività? La solitudine, a volte, si può riscoprire come luogo creativo, spazio in cui ci si può sentire liberi di elaborare le proprie emozioni, sensazioni e intuizioni, riflettere, pianificare ed essere VERI e intimi con sé stessi. La qualità della relazione con sé sviluppa la qualità della relazione con il mondo esterno.

Ri-scoprite, amate, rinnovatevi sempre!

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