Vaccino Oxford, confermata una forte risposta immunitaria negli anziani

Non solo cattive notizie sul fronte pandemia, anzi. Il vaccino di Oxford e di AstraZeneca, prodotto anche in Italia e già prenotato dal nostro Paese in milioni di dosi, funziona sugli anziani. In arrivo anche un farmaco con anticorpi monoclonali in grado di dare immunità al Covid per 6 mesi in attesa di vaccino.

Ma andiamo per ordine. Il vaccino contro il Covid allo studio da parte dell'università di Oxford e di AstraZeneca sembrerebbe dare una forte risposta immunitaria negli anziani.  Lo ha annunciato il Financial Times, dopo aver preso visione dei test clinici di fase 3, ovvero quella che prevede la somministrazione a un campione controllato di essere umani per verificare se ci sono o meno reazioni avverse.

Il vaccino, secondo il giornale inglese, stimola la produzione di anticorpi protettivi e di cellule T, una condizione necessaria anche se non sufficiente a stabilire l'efficacia e che non dà indicazioni sulla sicurezza. La risposta immunitaria sarebbe simile a quella già vista negli adulti tra 18 e 55 anni, già descritta a luglio. Anche questi risultati, riporta il Ft, saranno pubblicati a breve su una rivista scientifica. Il vaccino di Oxford, al cui sviluppo partecipa anche l'azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia, è uno di quelli in fase più avanzata di sviluppo in questo momento, con i primi dati su sicurezza ed efficacia che sono attesi entro quest'anno.

Ottime notizie anche sul fronte di possibili terapie. Contro il coronavirus, infatti, è allo studio un farmaco con anticorpi monoclonali le cui prime dosi potrebbero arrivare già entro il marzo del prossimo anno. A darne l'annuncio è stato il professore Rino Rappuoli, uno dei massimi esperti di vaccini al mondo e attualmente direttore scientifico e il responsabile dell’attività di ricerca e sviluppo esterna presso GlaxoSmithKline (GSK) Vaccines di Siena.

In buona sostanza somministrando questo farmaco, con una semplice puntura, le persone riceverebbero dei super anticorpi in grado di dare immunità al Covid per almeno 6 mesi in attesa poi del vaccino. Secondo Rappuoli, ospite ieri sera sulla Rai alla trasmissione “Che tempo che fa”, il piano di lavoro sarebbe questo: “cominciare le prove cliniche prima di Natale, finirle a febbraio e a marzo avere il farmaco a disposizione, ovvero le prime decine di migliaia di dosi e poi averne sempre di più".

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