Il declino della scienza e il trionfo dell'umore

Da L'inchiesta "Il nuovo medioevo 4.0" per VerdEtà

Forse ci sembrerà un’esagerazione. In fondo quando parliamo di Medioevo ci vengono i mente i roghi dei libri e delle streghe, i tribunali dell’inquisizione, gogne e cilici. Al limite le crociate.

Eppure stiamo vivendo un periodo di grande involuzione culturale in cui molti di noi mettono in dubbio le certezze sui cui abbiamo fondato la nostra vita nel ‘900, il secolo delle guerre fra le più atroci della storia, ma anche delle straordinarie scoperte scientifiche. Scoperte che hanno portato l’uomo prima sulla luna e poi all’era della digitalizzazione e della robotizzazione.

Sembra quindi un controsenso parlare di declino della scienza proprio quando, grazie a un click, riusciamo a comprare quello che vogliamo direttamente dal divano di casa, oppure siamo in grado di fare gratis una chiamata video da una parte all’altra del mondo. 

Tuttavia basti pensare alla storia dei vaccini e si capisce come, sulla scorta di opinioni diffuse via internet o sui social, siano state messe in dubbio ricerche scientifiche autorevoli e si siano denigrati medici esperti di fama mondiale.  Ormai i numeri stessi hanno perso valore. Si diceva un tempo che la matematica non è un opinione e noi qui su VerdEtà ne abbiamo fatto il tema di un’inchiesta. Oggi però c’è chi nega che due +  due possa fare quattro anche a costo di mettere a rischio la vita di un figlio. E’ successo lo scorso anno a Francesco 7 anni, morto di otite, perché la mamma, affidatasi ad un omeopata, non gli ha somministrato in tempo l’antibiotico necessario. Una scelta basata sull’evidenza scientifica? Certamente no. Sul sentito dire o sulla fiducia di persone che criticano la scienza ‘ufficiale’.

Altri esempi? Il ritorno in classe per i bambini dei nidi, delle materne e delle elementari è stato quest’anno non meno difficoltoso. A creare un varco in cui si sono infilati molti genitori no-vax è stata una circolare del Ministero della salute, in concerto con quello dell’istruzione, che ha dato la possibilità di presentare un’autocertificazione degli avvenuti vaccini.  A metà del mese di settembre i carabinieri sono stati in 1.493 istituti in tutta Italia, controllando 16.694 autocertificazioni.  Nonostante il rischio di essere segnalati penalmente all’autorità giudiziaria, ben 55 famiglie hanno barato cercando di mandare a scuola un bambino non vaccinato ma dichiarato tale. Pochi? Niente affatto, se si pensa che proprio in quelle scuole gli stessi piccoli potenziali untori avrebbero potuto infettare altri bimbi immunodepressi perché malati o in convalescenza. Come nel caso di Antonio (nome di fantasia) un bambino di 8 anni di una cittadina veneta, recentemente sottoposto a trapianto di midollo per curare una forma di leucemia mieloide acuta, che rischia di non poter andare a scuola perché nella sua classe ci sono cinque bambini non vaccinati.

Cosa spinge questi genitori ad essere così ferocemente egoisti? La radicata convinzione, tutta di pancia ed ‘emozionale’, che il vaccino possa far male al proprio figlio. E quindi in una sorta di ‘mors tua vita mea’ si arriva anche a mettere a rischio la vita degli altri. Persino quella di bambini innocenti.

Egoismi sfrenati dunque, mancanza di credito nel ‘sapere ufficiale’ e nei confronti di chi in passato non veniva minimamente messo in discussione: il medico, il professore, l’esperto. 

Ma dove e quando si è generato quel corto circuito che ha portato alla perdita di fiducia verso tutto e tutti? Oggi abbiamo accesso a tali e tante informazioni, soprattutto grazie a Internet,  che senza strumenti culturali adeguati si crede di poter essere in grado di capire qualsiasi cosa.

Il sapere e l’esperienza, spesso anche manuale, lo sanno bene i nostri artigiani che hanno fatto grande il nostro Paese, si fonda sullo studio, sul tempo e sulla pratica e non sul sentito dire o su fugaci consultazioni su Google o, peggio sui social. La semplificazione di cose molto difficili, in poche parole, o magari in una immagine che possiamo trovare su Facebook o che gira su whatsapp sembra portarci alla verità. Ma non è così. Il buon senso del padre di famiglia non è quello di poter capire tutto  ma è ciò che ci porta ad affidarci agli altri, dall’idraulico al muratore, sino al medico o all’esperto di economia. 

L’ultima boutade in un mondo trascinato dagli umori del momento? L’abolizione del voto scolastico per i concorsi pubblici. Come dire: aboliamo i voti, unità di misura del valore, dell’impegno, del talento e del sacrificio di chi si è impegnato a studiare. Per promuovere o bocciare ci affideremo quindi al ‘buon senso’? 

Siamo proprio sicuri di volere una società così?

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