Cybertruffe, tutti i segreti della Polizia Postale per evitarle

Le vie del crimine sono infinite. E soprattutto altamente tecnologiche.

Lo sa bene la dottoressa Alessandra Belardini vice direttore del servizio di Polizia Postale a Roma, una sezione delle forze dell’ordine che sta diventando ogni giorno più importante proprio perché, aimè, lo sconfinato mondo virtuale è, come il mondo reale, teatro di reati. Reati vecchi, come la diffamazione o lo stolking, e reati nuovi come le cybertruffe.

Sembra impossibile eppure è vero. Nello spazio impalpabile del web un tesoro inestimabile cresce. Un valore che monta ogni giorno di più: i nostri dati. Dati che se rubati rischiano di prosciugare il nostro conto in banca. Ma c’è di più. Anche senza conoscerci di persona, o toccarci, è possibile subire violenza. Una violenza subdola e feroce come il ricatto oppure quella che tocca prima i sentimenti e poi il portafoglio: la truffa sentimentale.

Paura? Basta usare alcuni accorgimenti e, esattamente come evitiamo le strade isolate o i quartieri poco raccomandabili di notte, possiamo scongiurare il peggio godendoci le meraviglie della rete, della sempiterna connessione del wi fi che garantisce musica e film, le videochiamate gratis ai nipoti, i pacchi recapitati direttamente a casa con quell’attrezzo o quel libro introvabile nel negozio della nostra città.

Domanda. Dottoressa quali sono le insidie nascoste dentro il nostro compagno più fedele che oggi ci segue ovunque, ossia il nostro telefonino connesso a Internet?

Risposta. Lo smartphone è una porta aperta nel mondo della rete. E come tutte le porte non vanno lasciate spalancate senza alcun controllo. Ma demonizzarlo non va bene. E’ uno strumento utile, come il computer, se utilizzato con gli accorgimenti necessari che può diventare pericoloso se ci si fida troppo o si fanno imperdonabili ingenuità.

D. Per gli over 65 è in realtà, per una buona parte dei casi, un aggeggio infernale. Nati con carta e penna gli anziani sono tra i più indifesi quando si parla di cybertruffe. Come difenderli?

R. Gli anziani oggi sono piuttosto vulnerabili alle insidie della rete proprio perché non sono abituati a usare internet. Sono anche cambiati i modelli familiari, si va sempre di corsa, si è presi dal lavoro e dalla famiglia e spesso e volentieri soprattutto coloro che hanno superato la soglia dei 75/80 si ritrovano soli e la poca dimestichezza con il mondo digitale li espone a qualche guaio in più. Alcuni di loro, anche molto più giovani, in realtà peccano in fiducia. Cosi basta un messaggio pubblicitario che annuncia una vincita on line e si apre il proprio smartphone a qualche virus che ruba i dati.

D. Quindi?

R. : Quindi tanto per cominciare occhio alle finestre che si aprono e ci annunciano facili vincite, tipo dell’ultimo modello di un telefonino. Secondo mai, ma proprio mai, memorizzare password, numeri di carte, credenziali bancarie dei conti on- line. Basta una mail aperta per sbaglio o un virus sul telefono che si da accesso alla memoria dei nostri documenti e il truffatore ci ruba i dati, entra sui nostri conti e ce li svuota. Ma la solitudine apre la strada anche a altri problemi.

D. Quali?

R. Sono le cosiddette truffe romantiche o truffe sentimentali, in gergo romantic scan, quelle che fanno leva proprio sulla solitudine e sul bisogno tutto umano di sentirsi amati. Queste sono truffe davvero insidiose proprio perché, in base alle nostre indagini, c’è addirittura di mezzo la mafia. Proprio recentemente a Catania abbiamo effettuato tre arresti per una truffa di questo tipo, in questo caso ai danni di una persona poco più che 50enne, a cui era stato prosciugato il conto.

D. Come funzionano le truffe romantiche?

R. I truffatori si servono dei social media. Si chiede l’amicizia alla persona- bersaglio ma anche ai suoi amici. Grazie ai nostri post, chi ci guarda, riesce a capire se ci sentiamo soli e se abbiamo bisogno di affetto, per cui prova a avvicinarci scrivendoci. A quel punto si entra in amicizia non solo formale. Ci si scambiano messaggi, foto, ci si racconta la propria vita. Ci sono messaggi continui, la buonanotte, in buongiorno, i complimenti che magari non si ricevono da tanti anni e che fanno sicuramente breccia. La vittima si sente capita, coccolata, amata insomma. Bisogni molto umani vengono così soddisfatti. Tutto sembra essere vero e credibile. Dopo un po', quando la vittima è ormai totalmente coinvolta emotivamente, inizia la richiesta di soldi. Il truffatore racconta di difficoltà economiche, dice che è lontano da casa, lontano da figli o nipoti magari bisognosi o malati; spesso si spaccia per un militare in trasferta che non può né tornare a casa né raggiungere la vittima che dice di amare.

D. E’ così facile cadere in questo tipo di truffe?

R. Sì. Molto più di quanto si pensi. I bersagli sono persone vedove, separate o sole da tempo. E, appunto, l’età più essere anche più bassa di quella di un pensionato. Certo è che gli anziani, se soli, sono i più vulnerabili. Per fortuna molte volte la truffa fallisce perché prima di mandare i soldi al truffatore l’anziano racconta la situazione a un figlio, che interviene e denuncia. Oppure noi della polizia riusciamo a rintracciare chi ha messo in piedi la truffa. Tuttavia non sempre è facile trovare queste persone o, peggio, recuperare i soldi. Ci avvaliamo della collaborazione con altri corpi di polizia internazionale ma se l’invio in denaro è già avvenuto e il profilo è falso sono guai.

D. Le donne sono i soggetti più vulnerabili?

R. Direi di sì. L’effetto corteggiamento fa presa sul gentil sesso più che nei confronti degli uomini. Tuttavia i maschi sono esposti a un altro tipo di truffa molto insidiosa e mortificante.

D. Quale?

R. Si chiama sex exortion. In questo caso la vittima è contatta su Facebook o whatsapp, generalmente. Spesso su Facebook il truffatore diventa amico anche di amici e familiari della vittima (non è difficile individuarli basta guardare i post). Si inviano tramite le chat private messaggi provocanti, foto o video a sfondo erotico. Immaginiamo l’effetto di una ragazza procace in pose provocanti che dice di essere interessata a ‘giocare’ con la vittima. Poi, anche qui, una volta entrati in confidenza, si chiede un video dalla vittima stessa con atti di autoerotismo. Dopodiché comincia il ricatto. Si minaccia di divulgare il video in rete o ad amici e familiari, a meno di un riscatto in denaro. Spesso 1000, 2000 euro. Un circolo vizioso che si spezza solo con la denuncia.

D. Truffe davvero spiacevoli, queste, perché colpiscono i sentimenti o la propria reputazione. Da cosa altro dobbiamo difenderci ancora?

R. Un’altra classica truffa on line abbastanza nota è il phishing, il falso messaggio per mail o per sms, della banca o della posta dove si ha il conto. Un falso. Se qualcuno chiede le vostre credenziali bancarie o postali bisogna informarsi subito.

D. Che fare, in generale, per difendersi?

R. Innanzitutto parlare con amici e parenti. Le cose facili o inverosimili difficilmente sono vere. E poi consultate il sito www.commissariatodips.it, vi si trovano notizie e avvertimenti ai cittadini. Le chiamiamo pillole di sicurezza. Alcune di esse: uso sicuro del telefonino; Internet, qualche precauzione; Internet: rischi e minacce; Come bloccare la carta di credito; Utilizzo della carta di credito su Internet; Accesso illecito a sistema informatico: informazioni da fornire in sede di denuncia. Ci sono anche informazioni sul cyber-stalking, ossia su chi ci perseguita on- line o sui social network. In ogni caso il consiglio è denunciare, denunciare, denunciare, senza vergogna.

D. Per finire come possono le associazioni come Cna Pensionati dare una mano alla polizia postale?

R. L’aiuto di associazioni come Cna Pensionati è preziosissimo. Occorre divulgare queste informazioni al fine di evitare che le persone cadano ingenuamente nelle mani di questi delinquenti. Fra le quattro mura di casa, da soli, si pensa davvero di non correre rischi e invece non è così. Internet è un mondo immateriale che però può diventare drammaticamente reale con conseguenze economiche, come abbiamo visto, ma anche psicologiche molto forti. Subire una truffa è mortificante soprattutto per un anziano che, più di un giovane, perde fiducia in se stesso. Noi siamo a disposizione su tutto il territorio nazionale per incontrare i vostri associati e spiegare loro che il mondo digitale è pieno di nuove opportunità ma occorre usare alcune accortezze.

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